Balneari lanciano l'allarme: l'erosione minaccia gli stabilimenti

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Regione: Nazionali    Sezione: AGR - Ambiente - Territorio23/12/2019 16:31:00

Balneari lanciano l'allarme: l'erosione minaccia gli stabilimenti

Saranno necessari almeno 20 milioni di euro in tutt'Italia per ricostruire le strutture danneggiate



 

 

 

(AGR)“Le mareggiate, che in questi giorni interessano le nostre coste, stanno creando gravissimi danni ai litorali, amplificando i fenomeni erosivi in atto, tanto che molti tratti di spiaggia sono, di fatto, scomparsi – afferma Antonio Capacchione, presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio. Danneggiate o seriamente compromesse moltissime strutture balneari, cabine e magazzini, in molti casi, poi, sono stati spazzati via dalla forza delle onde, mentre il mare ha invaso anche bar e ristoranti devastando gli arredi interni”.Calabria, Abruzzo, Marche, Lazio, Liguria e Sardegna le più colpite, ma le mareggiate unitamente ai venti forti hanno originato caduta di alberi e scoperchiato tetti causando guasti o rotture, praticamente, in tutte le regioni.

“Da una prima stima possiamo quantificare i danni in oltre 20 milioni di euro -continua Capacchione - in gran parte non coperti da assicurazione e, pertanto, a carico degli imprenditori balneari. Senza contare la spiaggia andata perduta che potrà essere rimessa con opere di ripascimento, costose e difficili da pianificare in tempi brevi”.

Questi eventi calamitosi che ormai, purtroppo, si ripetono molto spesso mettono in pericolo il comparto turistico-balneare dell’Italia, (da sempre fiore all’occhiello del settore), che peraltro, da tempo, nel mercato internazionale delle vacanze deve confrontarsi con la concorrenza, sempre più agguerrita, degli altri Paesi del Mediterraneo.In pericolo non solo le nostre 30.000 aziende balneari con 100.000 addetti diretti che, tra l’altro, puntano sempre più alla destagionalizzazione, tanto che molte strutture il prossimo anno potrebbero non essere operative al 100% o, peggio ancora, rimanere chiuse, ma l’intera economia italiana che si basa sulle vacanze.

Il 40% della nostra costa è oggetto di erosione e necessita, pertanto, di un piano straordinario di tutela. Non si può e non si deve più perdere tempo. Ai danni procurati dalla natura, purtroppo, si aggiunge l'incertezza sul futuro delle concessioni demaniali a causa dei ritardi delle Istituzioni nell’applicazione della legge dei quindici anni e nella riforma organica del settore.

“Non vogliamo sussidi economici - conclude Capacchione - ma soltanto quelle certezze necessarie per continuare a fare il nostro lavoro che, in oltre un secolo, abbiamo dimostrato di saper fare bene. Vogliamo continuare, insomma, a dare il nostro contributo per la crescita del Paese”.



Autore: AGR - Redazione - E. B.

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